La religione è l’oppio dei popoli, diceva Marx. In parte è vero.
La religione permette ai deboli di sottomettersi a cuor leggero. Se tutto va male, infatti, basta pensare alla fantomatica ricompensa dell’aldilà per stare più tranquilli. O pensare che le sofferenze attuali sono parte di un piano divino più grande. E questa è la sua funzione di “oppio”.
In realtà, la religione è la morte dei popoli. Il messaggio Cristiano è quanto di più discriminatorio e ghettizzatore. Un messaggio d’amore “a metà”, cioè un messaggio d’amore limitato all’amore che la stessa Bibbia descrive.
Di quale amore si parla? La famiglia nasce con l’intento di procreare. “Andate e moltiplicatevi”, disse Dio,che poi deve aver dimenticato le sue stesse parole, visto che ha creato tantissimi figli sterili. O forse anche loro forse sono destinati alla dannazione eterna, visto che non possono “costruire una famiglia tradizionale, composta di madre, padre e figli”?
L’amore è visto come il semplice fine di mettere al mondo dei marmocchi, quindi. Non esiste forma di amore puro (ad eccezione di quello verso il prossimo) che si discosti dal binomio uomo-donna.
Questo perchè, come molti eminentissimi esponenti della Chiesa ricordano, “l’omosessualità è contro natura, è fuori dai piani di Dio”. Dovremmo spiegarlo ad un bel pò di razze animali, a meno che l’inferno non sia popolato in maggior parte da loro…
Ce ne sono anche altri, più geniali, che parlano dell’omosessualità come “il simbolo della depravazione e dell’empietà dell’ateismo della società di oggi”, e questi sono i migliori. In una sola frase cancellano alcune delle culture più antiche (la greca e la romana), dimenticano che le persecuzioni sono oramai passate di moda, e che per fortuna l’ateismo non è ancora reato, e l’omosessualità non lo è più. Ah, e fanno sì che quella checca di Oscar Wilde si rigiri nella tomba.
Ovviamente, quando si parla di un fenomeno sociale così vasto, le opinioni di qualche “grande capo” ecclesiastico vanno a riflettersi sugli ordinamenti sociali – e quindi anche in quelli giuridici – nei quali la religione ha un impatto più forte. Quindi si combattono le leggi pro-gay – nei paesi che le hanno già applicate – o si cerca di non farle nemmeno proporre in paesi che ancora discriminano una coppia che si ama solo perchè hanno lo stesso assortimento di cromosomi.
Combattere la legge? No, questo è applicare la legge. Quella di Dio.
Peccato che nell’incredibile arroganza che la religione per sua stessa natura porta in chi crede, non ci si renda conto che, in questo mondo, è un’altra la legge che funziona. Non è quella di Dio, ma quella degli uomini.
E gli uomini sono tutti uguali, non c’è libro di favole che tenga.
Ognuno creda in ciò che vuole, ma lasci libero chi non crede.
Si può pensare che l’amore tra due persone dello stesso sesso sia contro natura, purchè lasci libero di amarsi chi non fa altro che volersi bene, ed applicare quel messaggio d’amore che almeno in teoria dovrebbe concederglielo, ma che nella pratica glielo nega.
Altrimenti è inutile parlare di scarsa democrazia nei paesi islamici, visto che qui le pressioni religiose sono molto più sottili. Ed è vero che è praticamente solo la confessione Cattolica ad esercitare tali pressioni, ma è altrettanto vero che sono su argomenti piuttosto comuni al Cristianesimo in generale.
Altrimenti è inutile parlare di società civile, se continuiamo a vivere con preconcetti da teocrazia medievale. Perchè una società che non si fa domande su sè stessa, che accetta le cose così come stanno, che non cerca di cambiare e migliorarsi, è una società che va verso la morte.
Ed in quel caso si potrà davvero dire che, in fondo, la religione è la Morte dei popoli.
P.S: dedico questo articolo ad una persona alla quale voglio un mondo di bene, che ha affrontato e che purtroppo continuerà ad affrontare numerose difficoltà solo a causa dell’ignoranza del mondo. Ti voglio bene, piccola.

